Tequila, rum, Calvados e gin che pesano meno sull’ambiente
Proposta Spirits ha dato un numero al proprio progetto sulla sostenibilità: 6.317,94 kg di CO₂ risparmiati nel 2025 grazie agli acquisti dei suoi clienti sui marchi che il distributore ha selezionato per l’iniziativa. Tra questi la tequila Buen Vato, il rum Two Drifters, il Calvados Avallen e il gin e la vodka Sapling. La cifra arriva dai volumi venduti e dai report di sostenibilità forniti dalle singole aziende. Per il 2026 la società di Pergine Valsugana punta a superare i 10.000 kg e certificherà i clienti che ne avranno risparmiati più di cinquanta.
Il bag in box da cinque litri e la bottiglia in carta sono la parte del progetto che si tocca. Il numero in chili arriva dopo ed è il modo che il distributore ha scelto per renderla verificabile.
Cinque litri dietro al banco
La parte del progetto che si vede durante un servizio riguarda il contenitore. Diversi marchi del catalogo arrivano anche in bag in box da 5 litri, un formato che nel vino circola da decenni e negli spirits è arrivato molto più tardi.
Cinque litri sono poco più di sette bottiglie da 70 centilitri. Il risparmio che le aziende rivendicano su questo formato riguarda il vetro che non viene prodotto e non viene spostato, ed è una delle leve su cui poggia il conto di Proposta. Un pacco da cinque litri non sta sul banco: sta sotto, e serve a rifornire la bottiglia da lavoro. Il gesto al momento del servizio resta lo stesso.
Il Tequila Blanco di Buen Vato esiste nei tre formati insieme: la bottiglia da 70 cl, la Frugal Paper Bottle in carta e il bag in box pensato per l’ospitalità. Two Drifters porta nel formato da cinque litri il Pure White, il Lightly Spiced e l’Overproof Spiced Pineapple. Sapling lo applica all’intera gamma di gin e vodka, affiancandogli il refill. Avallen ha scelto la stessa bottiglia in carta di Buen Vato.
I quattro marchi
Buen Vato, la tequila

Nasce dall’incontro fra gli ingegneri ambientali di Alias Smith, azienda che dal 2004 distribuisce spirits messicani in Europa, e la La Santa Rosa Distillery. In gamma il pezzo forte è il Blanco, la tequila che non passa dal legno e arriva al bicchiere con l’agave in primo piano, quella che i bartender tengono per i drink dove l’invecchiamento sporcherebbe il profilo. Il progetto dichiara di lavorare su due fronti insieme, la riduzione dell’impronta carbonica e le condizioni di lavoro lungo produzione e distribuzione.
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Two Drifters, il rum

È il progetto di Russ e Gemma Wakeham, lui chimico di formazione, lei con un percorso nella narrazione e nel marketing. La distilleria si presenta come carbon negative e ha costruito su questo la propria identità. Delle tre referenze in bag in box, il Pure White è il rum bianco da miscelazione quotidiana e il Lightly Spiced tiene la speziatura sotto controllo; l’Overproof Spiced Pineapple è quello che interessa chi lavora dietro al banco, perché una gradazione più alta regge la diluizione e il succo senza sparire.
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Avallen, il Calvados

Il Calvados di Stephanie Jordan e Tim Etherington-Judge, entrambi con un passato da brand ambassador, è una società certificata B Corp dal 2022: una valutazione di terza parte che misura insieme le prestazioni ambientali e quelle sociali di un’impresa. Il distillato di mele normanno in Italia sconta l’abitudine a considerarlo un fine pasto, e il marchio lavora nella direzione opposta. Calvados & Tonic e Calvados & Ginger Ale sono due long drink a bassa gradazione, costruiti come si costruisce un gin tonic, con il distillato che porta la frutta e il mixer che allunga.
Sapling, gin e vodka

«Esistiamo per tre ragioni; per contribuire ad aprire la strada alla sostenibilità nel settore del Beverage, affrontare il cambiamento climatico e produrre distillati di alta qualità», si legge nella presentazione del marchio. Il London Dry Gin e le vodke nascono nel Regno Unito da ingredienti locali e da grano britannico distillato quattro volte: un dettaglio che riguarda la base neutra prima ancora delle botaniche, e che accorcia la strada fra il campo e l’alambicco. La vodka esiste nella versione Classic e in una alla lampone. Riforestazione e agricoltura rigenerativa sono gli altri pilastri che il marchio dichiara, insieme alla riduzione degli sprechi.
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Come nasce il conto, e cosa succede nel 2026
Dietro i 6.317,94 kg c’è un lavoro di somma. Proposta Spirits ha preso quello che i clienti hanno effettivamente comprato durante l’anno e lo ha incrociato con i dati di emissione che ogni azienda produttrice le ha fornito. Da lì il confronto con un prodotto equivalente di produzione convenzionale, e la quantità di CO₂ che quelle bottiglie hanno evitato. Le due cifre decimali vengono da qui, dai volumi reali dell’anno.
È il tipo di precisione che dal 27 settembre le nuove regole italiane sulla comunicazione ambientale chiedono a chiunque dichiari un beneficio per l’ambiente. Qui il numero è arrivato prima della norma.
Per l’anno in corso l’obiettivo è superare i 10.000 kg di CO₂, con l’ingresso di nuovi marchi e l’allargamento della base di clienti. E chi nel 2026 supererà i 50 kg riceverà una certificazione a suo nome, mentre i locali con i numeri più alti saranno invitati a una sustainable experience in Trentino.
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