Gin Tonic Day: dall’Africa al Vietnam passando per la Calabria
Il 19 ottobre si celebra il Gin Tonic Day, una ricorrenza che mette al centro uno dei cocktail più longevi e apprezzati della storia della mixology. La semplicità apparente del Gin Tonic – due ingredienti, ghiaccio e una fetta di agrume – nasconde in realtà infinite possibilità di interpretazione. È proprio questa versatilità a renderlo ancora oggi un punto di riferimento tanto per i bartender professionisti quanto per chi si avvicina al mondo dei cocktail.
Per l’occasione, Compagnia dei Caraibi propone tre gin che rappresentano altrettante visioni del distillato, ciascuna legata a un territorio specifico e a una filosofia produttiva distinta. Dall’Africa al Vietnam, passando per la Calabria, scopriremo come botaniche diverse e approcci produttivi differenti possano trasformare il classico Gin Tonic in tre esperienze gustative completamente diverse.
Elephant Gin: botaniche africane e impegno sociale

Il primo gin che esploriamo arriva dall’Africa, o meglio, nasce dall’ispirazione per questo continente. Elephant Gin è un London Dry che incorpora nella sua ricetta botaniche rare del continente africano, come il Buchu e l’assenzio africano. Queste piante conferiscono al distillato note balsamiche particolarmente adatte alla miscelazione con tonica.
Un aspetto che caratterizza questo progetto è il legame con la conservazione: il 15% dei profitti derivanti dalla vendita viene destinato a progetti di tutela dell’elefante africano e al supporto delle comunità locali attraverso opportunità di lavoro. Per il Gin Tonic, la casa produttrice suggerisce di abbinare questo gin con la Indian Tonic di Ginnastic, che ne esalta le note aromatiche senza sovrastarle.
Saigon Baigur: il Vietnam in bottiglia

Il secondo gin ci porta in Asia, precisamente a Ho Chi Minh City, dove viene prodotto Saigon Baigur. Si tratta del primo gin premium realizzato in Vietnam, e la sua ricetta riflette la biodiversità e la tradizione botanica del paese. La formula include 12 botaniche locali, tra cui Cardamomo nero proveniente dalle foreste del nord, Mano di Buddha coltivata ad Hanoi, Fiore di loto del delta del Mekong e Cannella di Saigon dai monti Annamiti.
Il profilo aromatico che ne risulta è stratificato, con note floreali e speziate che si integrano con la freschezza del ginepro. Anche in questo caso, l’abbinamento suggerito è con la Indian Tonic di Ginnastic, che con i suoi sentori aromatici si miscela bene con il complesso bouquet di botaniche vietnamite.
La bottiglia stessa merita una menzione: il design presenta una superficie scolpita che richiama le scaglie del drago, figura centrale nella cultura vietnamita. Questa attenzione all’aspetto visivo trasforma il distillato anche in un oggetto di design.
Ginnastic Gin: l’interpretazione calabrese

Il terzo gin completa il viaggio portandoci in Calabria, dove Ivano Trombino ha dato vita a Ginnastic Gin. Questo distillato rappresenta un approccio tutto italiano alla produzione del gin, con particolare attenzione alla valorizzazione delle materie prime locali.
Gli agrumi calabresi sono al centro del progetto, lavorati con un metodo che il produttore definisce non convenzionale. Il brand ha sviluppato una gamma articolata che include tre referenze di gin – Challenge, Match e Classic – affiancate da una linea di mixer: Soda Grapefruit, Indian Tonic e Soda Lemon, pensati specificamente per creare abbinamenti ottimali con i distillati della casa.
L’identità del brand si caratterizza per un’estetica contemporanea che comunica l’energia del territorio calabrese attraverso un linguaggio visivo diretto e immediato.
Come preparare il Gin Tonic perfetto
Indipendentemente dal gin scelto tra questi tre, la tecnica di preparazione del Gin Tonic segue alcuni principi fondamentali. Si parte da un bicchiere highball o balloon, che va riempito abbondantemente di ghiaccio. La proporzione classica prevede 50 ml di gin e 150 ml di tonica, ma può essere adattata ai gusti personali.
Il gin va versato per primo sul ghiaccio, seguito dalla tonica che deve essere aggiunta lentamente per preservare la carbonatazione. La guarnizione varia in base al gin utilizzato: con l’Elephant Gin funziona bene una fetta di limone che richiama le note balsamiche, il Saigon Baigur si sposa con una foglia di basilico thai o un pezzetto di zenzero fresco, mentre il Ginnastic Gin trova il suo complemento naturale in una scorza di agrume calabrese, come bergamotto o cedro quando disponibile.
Tre continenti, un cocktail
Questa selezione di gin dimostra come un cocktail apparentemente semplice possa diventare veicolo di culture e territori diversi. Ogni bottiglia racconta una storia specifica: il legame con la natura e la conservazione per l’Elephant Gin, l’esplorazione delle tradizioni botaniche asiatiche per il Saigon Baigur, la valorizzazione del territorio italiano per il Ginnastic Gin.
Il Gin Tonic Day diventa così l’occasione per sperimentare con consapevolezza, scoprendo come la scelta del gin influenzi profondamente il carattere finale del cocktail. Ti invitiamo a provare queste tre interpretazioni, magari organizzando una piccola degustazione comparativa che ti permetterà di apprezzare le differenze e di identificare il profilo aromatico che preferisci.
E se questo è il tuo distillato preferito, tra le pagine del blog trovi molte altre ricette per cocktail con gin. Hai l’imbarazzo della scelta.
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