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Come si fa la grappa: storia e curiosità di una specialità tutta italiana

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La grappa è un orgoglio tutto italiano. Un prodotto di nostra invenzione che affascina molto per storia e metodo di produzione. E così oggi scopriamo alcune cose importanti sulla grappa con una guida d’eccezione: Jacopo Poli, delle Distillerie Poli. L’azienda di Schiavon (Vicenza) – che ha due musei dedicati a questa acquavite, uno a Bassano del Grappa, l’altro vicino alla sede delle distillerie – ha anche un canale YouTube molto interessante dove fa cultura e formazione su questo prodotto tipico italiano.

L’ideale per approfondire l’argomento, in attesa di poter viaggiare di persona alla scoperta della grappa.

Chi ha inventato la grappa

La grappa è stata inventata dagli italiani. Dall’anno mille in poi la Scuola Medica Salernitana ha diffuso la cultura della distillazione in tutta la penisola. Nel 1532 il medico padovano Michele Savonarola (1384 – 1462) ha pubblicato il primo trattato su questo argomento: “De Conficienda Aqua Vitae”, in cui spiega come si produce acquavite da vino e vinaccia.

Ma è nel 1951 che si ottiene per legge la definizione attuale di grappa: acquavite ottenuta distillando la buccia dell’uva, ovvero la vinaccia.

Come fare la grappa

Ti sei chiesto tante volte come si fa la grappa? Jacopo Poli suggerisce che sono necessari 3 ingredienti fondamentali: una buona materia prima, un alambicco e un bravo grappaiolo. Per fare la grappa è necessario infatti distillare la buccia dell’uva fermentata (la vinaccia) che deve essere fresca, per mezzo di un alambicco e della sapiente mano di un grappaiolo.

Ma vediamo, passaggio dopo passaggio, come si fa la grappa.

Qual è la differenza tra grappa e acquavite

Quante volte ti sei chiesto che differenza c’è tra grappa e acquavite? La prima risposta è molto semplice: tutta la grappa è acquavite, ma non tutta l’acquavite è grappa.

Il termine acquavite indica semplicemente un distillato, ma non specifica null’altro se non si dice quale materia prima è stata distillata: vinaccia (la grappa), vino (cognac, brandy), pere, ciliege, lamponi, cereali (whisky), canna da zucchero (rum), patate (vodka).

Grappa bianca e gialla: la differenza

Che differenza c’è tra grappa bianca e gialla? Tutte le grappe nascono bianche, ovvero trasparenti, e sono giovani.

Se il colore della grappa è dorato è perché ha subìto invecchiamento e quindi ha assorbito tonalità dal legno oppure è stata oggetto di un’infusione con sostanze vegetali.

Queste sono alcune delle domande più ricorrenti su questo prodotto tipico tutto italiano, ma tante altre curiosità sulla grappa – qual è la bottiglia più vecchia? come si valuta una grappa d’epoca? – e sull’invecchiamento e i metodi di produzione, le trovi nella playlist completa di video con Jacopo Poli. Buona visione e buona grappa!

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