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Vini lombardi: zone di produzione, Doc e Docg

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Vini lombardi: le zone di produzione, le caratteristiche, le Doc e le Docg e gli abbinamenti che funzionano. Ecco lo spiegone sui vini della Lombardia per non avere più dubbi.

L’industria vitivinicola in Lombardia

Montagna, collina, pianura e grandi laghi, la Lombardia è una regione piuttosto variegata dal punto di vista geografico-fisico. Eppure, circa il 70% dei vigneti lombardi è situato in zone collinari, nelle province di Bergamo, Brescia e Mantova, mentre il 18% in montagna, soprattutto in Valtellina.

Dal punto di vista della produzione vitivinicola, la Lombardia è una regione importante, che produce circa un milione e duecentomila ettolitri, dei quali più della metà Doc o Docg. Per quantità, la Lombardia è ottava, dopo Veneto, Puglia, Emilia-Romagna, Sicilia, Abruzzo, Toscana e Piemonte. Rispetto all’estensione delle terre, la Lombardia può salire ancora molto; ma, in generale, conferma la buona buona qualità in tutte le zone che meglio la rappresentano.

Oltrepò Pavese

L’Oltrepò Pavese è sicuramente la zona più produttiva di tutta la Lombardia, con i suoi spumanti e i suoi vini vivaci, normalmente monovarietali, con tolleranza del 15% al massimo di altre uve locali. La vasta area dell’Oltrepò Pavese è stata in gran parte sotto il regno dei Savoia e presenta, per questo motivo, molte analogie con la viticoltura piemontese, in particolare con quella monferrina e quella astigiana.

I vini dell’Oltrepò Pavese sono ottimi, soprattutto quelli da pinot nero, vinificato sia in rosso, che come Metodo Classico. In generale, per le restanti denominazioni, si sono raccolti i risultati dell’impegno volto a migliorare l’identificazione tra prodotto e territorio.

I vini dell’Oltrepò Pavese sono: la Barbera, la Bonarda, il Buttafuoco, il Cabernet Sauvignon, lo Chardonnay, il Cortese, la Malvasia anche Spumante, Il Moscato anche Passito e Liquoroso, il Pinot Grigio anche Spumante, il Pinot Nero anche Spumante e Spumante Metodo Classico e vinificato in bianco e rosato, il Riesling anche Italico e Spumante, il Rosato, il Rosso, il Sauvignon, il Sangue di Giuda e lo Spumante.

Vino Doc dell’Oltrepò Pavese

  • Oltrepò Pavese metodo classico

Vini Docg dell’Oltrepò Pavese

  • Bonarda dell’Oltrepò Pavese
  • Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese
  • Oltrepò Pavese, anche accompagnato dai nomi dei vitigni: Pinot Grigio, Pinot Nero, Sangue di Giuda

Valtellina

pizzoccheri-abbinamento-vino

Le vigne della Valtellina si trovano, ovviamente, in montagna, su terrazzamenti a circa 600 metri d’altezza e il clima è quello freddo delle zone alpine. La volontà di costruire una identità di zona ha portato a risultati molto positivi in Valtellina, dove si è raggiunto un livello di qualità che mette in risalto in modo uniforme e ottimale le caratteristiche soprattutto del nebbiolo.

Vini Doc della Valtellina

  • Valtellina Superiore, anche accompagnato dalle sottozone Grumello, Inferno, Maroggia, Sassella, Valgella – Il Valtellina superiore è un rosso secco che si trova anche Riserva ed è composto da uve nebibolo o chiavennasca presenti per un minimo del 90%. Questo vino si abbina alle carni rosse, alla selvaggina (in particolare al cervo e al daino), alla polenta e alle frittate piccanti o con pancetta o di verdure.
  • Sforzato di Valtellina (o Sfrusat di Valtellina) – Anche lo Sfursat è un rosso secco composto da uve nebibolo o chiavennasca presenti per un minimo del 90% e si abbina bene alla selvaggina, alla cacciagione e al bitto stagionato. Alcuni lo propongono con preparazioni a base di castagne.

Vini Docg della Valtellina

  • Rosso della Valtellina – Rosso secco composto da uve nebibolo o chiavennasca presenti per un minimo del 90%, il Rosso della Valtellina si abbina a carni rosse, cacciagione e pollame nobile (faraone, capponi), da provare assolutamente con i classici pizzoccheri e polenta taragna.

La Valcalepio

Sulle prealpi bergamasche si trovano buoni rossi da uve cabernet e merlot e bianchi da uve pinot bianco e chardonnay. Troviamo anche una pregevole varietà di dolce passito, il Moscato di Scanzo, vino dalle potenzialità straordinarie che può ancora essere valorizzato. Il Moscato di Scanzo è un rosso dolce, podotto anche come Passito, che viene definito dagli esperti vino da meditazione, ovvero vino strutturato da degustare anche senza abbinarlo ad alcuna pietanza; ma se proprio c’avete fame, potete abbinarlo a formaggi piccanti o erborinati, come il Gorgonzola.

Vini Docg della Valcalepio:

  • Terre del Colleoni
  • Valcalepio

Sponde del Lago di Garda

Da secoli un habitat naturale per le vigne, il Lago di Garda è, per la sua posizione, un luogo di produzione di vini che esprimono le contaminazioni soprattutto del Veneto. Di qui è il Lugana Doc, un vino che ha basato la sua fortuna su una variante più nobile del trebbiano, ma anche su vini da tavola che vengono da vitigni internazionali. Non dimentichiamo la giovane Doc Valtènesi che, insieme alla Lugana, mantiene e migliora le aspettative.

Bresciano

Qui abbondano anche i piccoli vini Doc frutto di tradizioni locali. Tra i bianchi troviamo il Capriano del Colle Trebbiano e il San martino della Battaglia, da uve friulane. Tra i rossi, troviamo il Botticino, il Caprino del Colle Rosso e il Cellatica, ottenuti con un singolare uvaggio tra barbera, schiava gentile marzemimo e sangiovese. Anche qui, è chiaro come queste scelte siano derivate dalla vicinanza di altre regioni.

Vini Docg del Bresciano/Lago di Garda:

  • Botticino
  • Capriano del Colle nelle varianti Novello Rosso, Rosso, Rosso Riserva, Trebbiano e Trebbiano Frizzante
  • Cellatica anche Superiore
  • Riviera del Garda Bresciano o Garda Bresciano
  • San Colombano al Lambro
  • San Martino della Battaglia
  • Cortefranca

Mantovano

Qui troviamo, ovviamente per le contaminazioni dell’Emilia Romagna, il Lambrusco Mantovano e il Garda Colli Mantovani Doc. C’è il Rosso che viene da uve rondinella, merlot e cabernet, singolare forma di sintesi lombardo-veronese e c’è il Bianco, fatto con uve da trebbiano toscano, garganega e altre varietà bianche locali.

Vini Docg del Mantovano

  • Lambrusco Mantovano, anche accompagnato dalle sottozone Viadanesse-Sabibionetano, Oltrepò mantovano
  • Garda Colli Mantovani (bianco, rosato e rosso)

Franciacorta

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Una zona che fa eccezione da tutto quello che abbiamo appena visto è quella della Franciacorta, terra di vini spumanti che hanno ottenuto la Docg nel 1995, caratterizzata da una imprenditoria vitivinicola molto moderna, che ha decisamente funzionato, grazie anche ovviamente al prodotto di altissima qualità (che spesso, però, non è garanzia di riuscita). Sono moltissimi, anzi, tutti, i Franciacorta di personalità e di eccellenza per opizione condivisa, testimonianza che la volotà nel costruire un’identità di terroir porta a risultati positivi.

Caratteristiche del Franciacorta:

  • Spumante secco prodotto anche Rosé e nelle versioni Extra Brut, Burt, Satèn, Sec e Demi Sec.
  • Proviene da uve chardonnay, pinot bianco e pinot nero
  • Abbinamenti: ottimo come aperitivo, ideale con mortadella e lardo, perfetto per pasteggiare dall’antipasto al dolce, in particolare se con piatti a base di pesce, crostacei e molluschi. Da provare con piatti grassi e con Parmigiano Reggiano.
  • Da servire a 8° C

Dove si produce il Franciacorta:

Il Franciacorta si produce in provincia di Brescia, nei comuni di Paratico, Capriolo, Adro, Erbusco, Cortefranca, Iseo, Ome, Monticelli Brusati, ROdengo Saiano, Paderno Franciacorta, Passirano, Provaglio d’Iseo, Cellatica e Gussago e parte dei comuni di Cologne, Coccaglio, Rovazzato e Cazzago San Martino.

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