Ribolla Gialla, 5 etichette da provare

Antico vitigno autoctono del Friuli, la Ribolla Gialla è uno dei vini friulani più apprezzati in Italia. È infatti anche uno dei più ricercati su Google. Prodotta tra i vicini territori di Friuli Venezia Giulia e Slovenia, la Ribolla Gialla ama i terreni argillosi – ricchi di minerali – e il clima temperato, ma con una buona escursione termica.

Arriva a noi nel bicchiere come vino bianco giovane (fresco e piacevolmente acido), come Orange wine (macerazione sulle bucce e affinamento in botte) e come base spumante.


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Ma quali etichette meritano la nostra attenzione? Ecco una selezione di 5 Ribolla Gialla da provare la prossima volta che al ristorante – o in enoteca – non sapremo che bottiglia ordinare.

La Castellada (Collio DOC) 

Un vino strutturato e corposo. La Ribolla Gialla La Castellada viene prodotta ancora secondo i metodi tradizionali. Il mosto con le bucce fermenta spontaneamente in tini aperti di rovere di Slavonia per 2 mesi, il processo termina con una lunga maturazione di 36 mesi nelle botti di rovere e il vino non viene filtrato. Una lavorazione che regala al prodotto finale struttura, corpo e morbidezza. Per effetto della macerazione sulle bucce, questa Ribolla Gialla ha un bellissimo colore ambrato e al palato risulta potente, ricca di sfumature. Sicuramente un’etichetta di riferimento tra i vini friulani.  

Josko Gravner (IGT Venezia Giulia) 

Un’istituzione in tema di Ribolla Gialla e, più in generale, di vini naturali. Le uve – lavorate a mano e senza usare prodotti chimici di sintesi – fermentano con lunga macerazione in anfore georgiane interrate, con lieviti indigeni e senza controllo della temperatura. Dopo la svinatura e la torchiatura, il vino ritorna in anfora per almeno altri 5 mesi prima di iniziare l’affinamento in grandi botti di rovere dove rimane per 6 anni. Con il suo color ambrato, la Ribolla Gialla Gravner è un vino, anzi un orange wine, impegnativo, complesso, che chiede e merita tempo. Da provare anche per omaggiare il lavoro e l’impegno di un viticoltore d’altri tempi.  

Radikon (IGT Venezia Giulia) 

Scomparso nel 2016, Stanko Radikon ha lasciato un segno indelebile nella viticoltura locale. La sua Ribolla Gialla è uno dei primi orange wine italiani: un vino di carattere, che rende profondo e complesso questo vitigno delicato. La Ribolla Gialla Radikon nasce da lunghissima macerazione in botti di rovere: 4 mesi a contatto con le proprie bucce e poi 40 mesi di affinamento. Nessuna sostanza chimica o di sintesi è impiegata, solo lieviti indigeni. Il risultato finale è un vino dal colore arancione intenso. Al palato è una Ribolla importante, che riesce a essere ricca e persistente, ma allo stesso tempo fresca. Imperdibile.  

I feudi di Romans (IGT Venezia Giulia) 

Una delle migliori espressioni di questo vitigno autoctono. La Ribolla Gialla dei Feudi di Romans ha un ottimo rapporto qualità prezzo ed è stata inserita nei Migliori 100 Vini e Vignaioli d’Italia 2019 del Corriere della Sera. Si tratta di un vino dal colore giallo verdolino, fresco e delicato, che viene prodotto vicino al fiume Isonzo, su un terreno ghiaioso e sabbioso. Un vino tradizionale lavorato però esclusivamente in acciaio. Al palato esprime tutta la sua mineralità, che la rende davvero fresca e beverina. La sapidità e gli aromi di agrumi fanno di questa Ribolla un vino per tutte le occasioni.  

Marco Felluga (Collio DOC) 

Un classico tra i vini del Collio. Come predilige la Ribolla Gialla, i vigneti Marco Felluga si trovano su terreni marnosi, con una buona presenza di arenarie. La selezione delle uve viene fatta a mano, la macerazione a freddo e la fermentazione in acciaio. La Ribolla affina sui propri lieviti per 6 mesi fino all’imbottigliamento. Al calice la Ribolla Gialla Marco Felluga ha il classico colore giallo paglierino, mentre al palato risulta un vino rinfrescante, con note sapide. Il risultato è quindi un vino equilibrato, con piacevoli richiami fruttati, che non nasconde la sua mineralità.  

1 commento su “Ribolla Gialla, 5 etichette da provare”

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