Scofflaw: il cocktail ribelle che sfidò il Proibizionismo
C’è qualcosa di irresistibilmente affascinante in un drink nato dalla provocazione. Lo Scofflaw cocktail non è solo una delle ricette più eleganti dell’epoca del proibizionismo, ma rappresenta un vero e proprio atto di ribellione liquida, un brindisi malizioso alle regole infrante e alla creatività che nasce dalla resistenza.
Quando nel 1924 un banchiere di Boston lanciò un concorso per trovare il termine più offensivo per chi violava le leggi proibizioniste, probabilmente non immaginava che stava per dare vita a uno dei cocktail che meglio avrebbe trasformato la disapprovazione morale in un drink iconico.
Dalle parole ai bicchieri: la storia dello Scofflaw
Il concorso che diede origine al drink
La storia dello Scofflaw inizia nel tardo 1923, quando Delcevare King, banchiere bostoniano e fervente sostenitore del proibizionismo, decise di lanciare una campagna moralizzatrice attraverso un concorso nazionale dal sapore decisamente provocatorio. L’obiettivo era trovare la parola migliore per riferirsi a chi non rispettava la legge bevendo alcol, con un premio di 200 dollari in oro. Una cifra considerevole per l’epoca.
Il 15 gennaio 1924, il Chicago Tribune annunciò il verdetto: il termine vincitore era “Scofflaw”, una geniale crasi tra “scoff” (prendersi gioco) e “law” (legge). Tra i termini non vincitori figuravano creativi neologismi come “boozocrat“, “boozshevik” e “wetocrat“.
La risposta parigina: quando la ribellione ispira la creatività
Ma il mondo del bere non rimase a guardare. Meno di una settimana dopo l’annuncio, precisamente il 21 gennaio 1924, lo stesso Chicago Tribune riportava una notizia destinata a entrare nella leggenda della mixology: era appena stato inventato un cocktail “scofflaw”, composto da tre parti di rye whiskey, due parti di vermouth francese, un dash di succo di limone e un dash di granatina.
La creazione avvenne presso il leggendario Harry’s New York Bar di Parigi, che era il punto di ritrovo degli americani espatriati durante il proibizionismo. Harry MacElhone, il proprietario, trasformò quello che doveva essere un epiteto dispregiativo in un cocktail raffinato e irresistibile. Un bartender del locale noto come “Jock” diede vita alla ricetta, dimostrando che la migliore risposta alla censura è spesso la creatività.
La ricetta dello Scofflaw: equilibrio tra ribellione e raffinatezza
Gli ingredienti dello Scofflaw classico
La ricetta originale dello Scofflaw riflette perfettamente lo spirito dell’epoca: ingredienti semplici ma bilanciati con maestria, capaci di creare un profilo gustativo complesso e seducente. Il cuore del cocktail è dato dall’incontro tra rye whiskey e dry vermouth, arricchito dalla freschezza del succo di limone e dalla dolcezza fruttata della granatina, il tutto completato da una nota speziata degli orange bitters.

Scofflaw | Ricetta cocktail
Equipment
- 1 Shaker
Ingredienti
- 45 ml rye whiskey
- 30 ml dry vermouth
- 15 ml succo di limone
- 15 ml granatina
- 2-3 gocce orange bitters
Istruzioni
- Raffredda una coppa da cocktail con ghiaccio.
- Combina tutti gli ingredienti in uno shaker con ghiaccio fresco.
- Agita vigorosamente per 10-15 secondi.
- Filtra nella coppa precedentemente raffreddata.
- Guarnisci con una scorza di limone.
Il segreto: la qualità degli ingredienti
Il successo dello Scofflaw dipende moltissimo dalla qualità della granatina. Mentre le versioni commerciali producono risultati spesso deludenti, una granatina fatta in casa con succo di melograno fresco e sciroppo semplice può trasformare completamente il cocktail, donandogli quella complessità fruttata che lo caratterizza.
Evoluzioni e interpretazioni
Le varianti storiche
L’evoluzione dello Scofflaw riflette i cambiamenti nella disponibilità degli ingredienti. Durante il proibizionismo si utilizzava Canadian whisky – l’unico disponibile negli Stati Uniti – mentre oggi i bartender preferiscono l’American rye whiskey per le sue note più speziate e caratteristiche.
Interpretazioni contemporanee
Il revival dello Scofflaw negli ultimi vent’anni ha portato a numerose reinterpretazioni creative. Tra le varianti più diffuse negli ingredienti, segnaliamo:
- Vermouth bianco al posto del dry per maggiore dolcezza;
- Succo di lime invece di limone per note tropicali;
- Peychaud’s bitters per sfumature creole;
- Aggiunta di soluzione salina per esaltare i sapori.
Il ritorno alle origini
Un movimento interessante nella comunità bartender contemporanea è il ritorno alla ricetta originale più secca. Molti professionisti prediligono la versione originale, con le sue proporzioni quasi paritarie di whiskey e vermouth, perché offre una complessità e un’eleganza superiori rispetto alle versioni moderne più dolci.
L’eredità di un ribelle
Lo Scofflaw cocktail rappresenta molto più di una semplice ricetta: è un simbolo di resistenza culturale e un esempio perfetto di come l’arte della mixology abbia trasformato un tentativo di stigmatizzazione in un’icona di eleganza e raffinatezza. Il fatto che un cocktail nato dalla beffa verso i fautori del proibizionismo sia sopravvissuto per un secolo, evolvendosi e adattandosi ai gusti contemporanei, testimonia la forza dell’ingegno umano nel trasformare le restrizioni in opportunità creative.
Oggi lo Scofflaw è riconosciuto come uno dei grandi classici della mixology e continua a essere servito nei migliori cocktail bar del mondo, mantenendo vivo il suo spirito ribelle originario mentre si adatta alle sensibilità contemporanee per ingredienti di qualità superiore e tecniche di preparazione raffinate.
La prossima volta che berrai uno Scofflaw ricorda che stai brindando non solo a un eccellente cocktail, ma a un secolo di creatività, ribellione e alla prova che le migliori storie iniziano sempre con qualcuno che decide di infrangere le regole.
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